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IMPRUNETA:Sulle vie del cotto

   L'arte della terracotta rappresenta per l'intera comunità imprunetina un patrimonio di grande valore e prestigio. Qui, in questo territorio così ricco di argilla di ottima qualità, il qualificato lavoro di famiglie di fornaciai, che si tramandano da secoli antiche tecniche e particolari metodi di lavorazione, ha fatto sviluppare una "civiltà del cotto" che ancora oggi, grazie alla presenza delle numerose aziende locali che operano nel settore, è viva e presente. Zoom
   Sin dal XIV secolo i fornaciai imprunetini con le loro botteghe artigiane hanno costituito una comunità produttiva dinamica che è riuscita a far conoscere in tutto il mondo i propri manufatti: dagli oggetti d'uso domestico a quelli d'ornamento e decoro, dai materiali edilizi per chiese, palazzi. signorili e case coloniche alle targhe e ai tabernacoli in cotto.    Questi sono assai diffusi in tutto il territorio imprunetino vista l'importanza del culto mariano: raffigurazioni relative al ritrovamento della Sacra Immagine, ad episodi e vicende della vita della Madonna, ai santi oggetto di devozione popolare sono infatti visibili sulle facciate di alcune case, all'incrocio di alcune strade di comunicazione o lungo le vie che collegano le varie frazioni. Se percorriamo ad esempio la via Imprunetana per Tavarnuzze, possiamo osservare alcune terrecotte settecentesche rappresentanti l'Immacolata Concezione, la Madonna con il Bambino e l'Annunciazione. Così come procedendo lungo la via Imprunetana per Pozzolatico è possibile ammirare nei pressi della frazione di Pozzolatico, un'immagine di Santa Caterina de' Ricci in terracotta ottocentesca con cornice centinata. E ancora: a Baruffi e ad Erta a Quintole vi sono due esemplari del XVII e del XVIII secolo in stile rustico raffiguranti la Madonna col Bambino e modellate su illustri esempi fiorentini del '400; a Quintole è presente un'Annunciazione in terracotta con cornice centinata in pietra serena del XVII secolo.
   Zoom  Oltre ai molti tabernacoli sparsi nel territorio, come non ricordare inoltre gli arredi in cotto collocati nei giardini di ville signorili? E ancora: basterà entrare nei suggestivi chiostri della Basilica di Santa Maria all'Impruneta per ammirare, rispettivamente nel chiostro superiore e in quello grande, due orci a beccaccia di manifattura fiorentina del XIV-XV secolo a forma di giara allungata ed un esemplare di recente fabbricazione. Un viaggio ideale lungo le "vie del cotto" potrebbe concludersi lasciando Piazza Buondelmonti per giungere in via Fornaci al cospetto di un'antica struttura artigianale: la Fornace Agresti. Non più funzionante dal 1990, la fornace appartenuta alla famiglia Agresti, fornaciai locali di cui si hanno notizie attraverso la decima granducale del 1715, è stata di recente acquisita da Comune di Impruneta che intende restaurarla e realizzarvi un museo destinato a promuovere e documentare la tradizionale attività del cotto a Impruneta. La struttura originale di questa antica fornace, che al suo interno conserva ancora forme, stampi e attrezzi dell'epoca, non ha subito rilevanti modifiche con la sola eccezione del portico esterno che venne aggiunto successivamente per farvi essiccare i manufatti. È questo un ulteriore esempio di una prestigiosa tradizione che oggi si rinnova grazie al lavoro delle numerose botteghe artigiane, delle aziende a conduzione familiare e delle imprese industriali che non hanno mai smesso di richiamarsi con creatività e professionalità agli insegnamenti del passato.