Home Page


La Storia
L'Arte
Prodotti della terra

Il Cotto Imprunetino

L'Archeologia
Il Rame
 
Proloco Il territorio Turismo Informazioni utili E-mail


 

IMPRUNETA: La Storia Zoom

   Un raggruppamento di piccoli borghi brevidistanti compreso tra le valli della Greve e dell'Ema e caratterizzato da ampie pinete che ricoprono il poggio su cui risiede il paese.
   È questa l'immagine di Impruneta che ci viene tramandata nel corso del tempo dai ricordi e dalle testimonianze di attenti osservatori della realtà toscana. Ma la bellezza del paesaggio non è l'unica prerogativa di questo territorio: ad essa si unisce l'interesse per la sua affascinante storia. Una storia secolare che ha sicuramente un'origine remota, come dimostrano i reperti archeologici qui rinvenuti che rivelano tracce di insediamenti etruschi e i toponimi di alcune località che ne attestano la presenza romana. È comunque in epoca medioevale che Impruneta acquista un ruolo di rilievo, assumendo la guida di una delle 72 leghe del contado fiorentino. Per 5 secoli la comunità imprunetina fu sotto la protezione della nobile famiglia dei Buondelmonti che dal castello di Montebuoni, situato su un poggio sovrastante la valle della Greve, esercitò il proprio dominio sul territorio circostante. Il borgo di Montebuoni, posto ai piedi del colle, fu un passato luogo di sosta per i viandanti e i pellegrini che percorrevano la via Romana. Del castello oggi non restano visibili che poche pietre, dopo la sua distruzione nel 1135 da parte della Repubblica Fiorentina che non apprezzava che gli scambi Zoomcommerciali con Siena venissero regolati dai pedaggi imposti dai Buondelmonti.
   Dopo la distruzione del castello, i Buondelmonti esercitarono il giuspatronato sulla Pieve di Santa Maria all'Impruneta. Consacrata nel 1060 dal cardinale Umberto di Selva Candida, la Pieve divenne ben presto celebre per il culto della veneratissima Immagine della Vergine e del suo miracoloso ritrovamento. La Sacra Immagine della Signora delle Acque fu portata molte volte in processione da Impruneta a Firenze per chiederne i miracoli sia in periodi di siccità (nel 1534, come ricorda nelle sue Memorie Istoriche Giovan Battista Casotti) che in quelli di grandi piogge (nel 1368 e nel 1392) o per infondere coraggio alla popolazione, come nel caso dell'assedio alla città da parte degli Spagnoli nel 1529. Del resto, Impruneta ha sempre dimostrato nel corso dei secoli un forte vincolo con Firenze. Oltre che per la presenza del santZoomuario mariano e per l'espansione nel suo territorio della proprietà cittadina, ciò fu dovuto anche allo sviluppo di un caratteristico settore produttivo imprunetino: la lavorazione del cotto. Una produzione avviata già alla fine dell'XI secolo, ma che si affermò nell'arte e nella tradizione fiorentina grazie all'alto livello artigianale delle fornaci dell'Impruneta. Prestigiose opere architettoniche come la Cupola di Santa Maria del Fiore, realizzata dal Brunelleschi con embrici delle fornaci imprunetine, gli splendidi pavimenti di tanti palazzi fiorentini, le raffinate decorazioni con oggetti in terracotta Zoomdelle ville signorili sono solo alcuni esempi di una vera e propria "civiltà del cotto" sviluppatasi nell'area imprunetina. Meta di numerosi pellegrinaggi, Impruneta, trovandosi al centro di importanti vie di comunicazioni, attirò anche folle di pastori e di mercanti: ciò favorì la nascita di un importante mercato di bestiame, che ben presto si trasformò nella tradizionale Fiera di S. Luca, dal nome del patrono del paese.
   Divenuta Potesteria del Galluzzo, la Lega fu suddivisa nel 1536, grazie ad un'ordinanza di Alessandro dei Medici, in quattro quartieri: Legnaia o San Piero a Monticelli, Santa Margherita a Montici, Sant'Alessandro a Giogoli e S. Maria all'Impruneta, quest'ultimo formato a sua volta da nove "popoli". Con la trasformazione della Potesteria in Comune, Zoomnacquero i ventuno "popoli" della nuova comunità del Galluzzo: antichi borghi plebani che hanno così dato origine alle attuali frazioni di Impruneta.
   Divenuto comune autonomo nel 1929, anche Impruneta ha conosciuto, con la crisi della mezzadria, le trasformazioni del settore produttivo agricolo con i segni di un esodo rurale che, pur non producendo regresso demografico, ha fatto confluire le popolazioni nei due centri principali: Impruneta e Tavarnuzze, frazione composta da circa seimila abitanti.
   Oggi Impruneta, un comune che nel suo insieme conta circa 15.000 residenti, è un paese moderno che riesce a valorizzare con iniziative qualificate Zoomle sue aziende agricole e imprese del cotto, rilanciando al tempo stesso, con un'attenta opera di promozione, la sua naturale vocazione turistica. Ne sono testimonianza nel corso dell'anno le tradizionali feste e fiere, le nuove manifestazioni e rassegne, l'intensa attività culturale: appuntamenti che costituiscono per gli abitanti ed i visitatori il ricco patrimonio di una comunità proiettata nel futuro.