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IMPRUNETA: Arte

   Un viaggio alla scoperta delle testimonianze artistiche presenti nel territorio imprunetino inizia necessariamente da una visita alla Basilica di Santa Maria all'Impruneta. Celebre per il culto mariano nato dal ritrovamento dell'Immagine della Madonna, la Basilica, con i caratteristici loggiati che si affacciano sulla vasta piazza Buondelmonti, si presenta oggi con un sobrio ma solenne aspetto tardo cinquecentesco.Zoom
   L'edificio con cripta e torre campanaria di origine romanica e l'interno a navata unica e soffitto a capriate lignee, Ŕ stato pi¨ volte ristrutturato nel corso dei secoli. La Basilica, oltre a custodire significative opere robbiane, e in uno dei due tempietti michelozziani, l'Immagine della Vergine, (opera attribuita dalla tradizione a San Luca Evangelista e ridipinta dall'inglese Ignazio Hugford nel 1758), conserva pregevoli opere d'arte quali i dipinti seicenteschi di Jacopo Chimenti detto l'Empoli e di Matteo Rosselli, una Crocefissione di Luca della Robbia, la NativitÓ della Vergine di Domenico Cresti detto il Passignano e il Martirio di San Lorenzo di Cristofano Allori. Presso la Sala Silvani della Basilica si trova il Museo del Tesoro di Santa Maria all'Impruneta, inaugurato nel luglio del 1987. Il museo, suddiviso nelle sezioni degli Argenti e dei Codici Miniati, costituisce una raccolta di rilevante interesse storico e di grande fascino artistico. Nella prima sezione, che raccoglie opere di grande raffinatezza, spiccano i doni offerti alla Vergine in occasione delle processioni del 1633 e del 1711, il nucleo degli oggetti di cristallo di rocca donati dalle granduchesse medicee ed altre oreficerie, tra cui una croce del Ghiberti ed un crocifisso seicentesco realizzato presumibilmente nelle botteghe granducali. La sezione dei Codici Miniati Ŕ formata da 11 splendidi codici miniati di cui sette Zoom manoscritti del XIV secolo e quattro cinquecenteschi, nei quali il fregio laterale assume spiccate funzioni decorative. Da segnalare nell'ultima sala il cuscino e il velo rinvenuti nel sepolcro del vescovo di Fiesole Antonio degli Agli, mecenate della Pieve di Santa Maria. Ma la Basilica di Santa Maria non Ŕ certo l'unico antico edificio religioso presente nel territorio di Impruneta. Situate nel verde delle colline tra "poggi ed olivi" o in corrispondenza di strette ma panoramiche strade, vi sono chiese dalle remote origini che conservano, anche se rimaneggiate, il fascino antico. ╚ il caso della chiesa di San Lorenzo a Colline, di cui si hanno notizie sin dal 1156. Nel XIII secolo ne ebbero il patronato i Rossi d'Oltrarno ed i Buondelmonti, in seguito la protezione pass˛ ai Capitani di Parte e poi al Granducato; ristrutturato quasi totalmente, l'edificio dell'aspetto originario mantiene il soffitto a cavalletti. Un'altra graziosa chiesa di indubbio fascino Ŕ quella di San Miniato a QuintoleZoom con interno trecentesco caratterizzato da uno stile architettonico elegante e severo reso moderno da un restauro; la chiesa conserva un frammento di affresco raffigurante la Madonna col Bambino, dell'inizio del XIII secolo, mentre nell'abside Ŕ collocata una Madonna e quattro Santi. Anche altre chiese del territorio imprunetino racchiudono interessanti opere d'arte: nell'interno cinquecentesco della chiesa di San Lorenzo alle Rose, risalente al mille, Ŕ possibile ammirare un'Annunciazione con ai lati i santi Giovanni Battista e Lorenzo attribuita a Ridolfo del Ghirlandaio e, nella cappella laterale alla sinistra del presbiterio, una tavoletta a sesto acuto raffigurante la Madonna col Bambino attribuita a Taddeo Gaddi. Anche la chiesa di San Pietro a Montebuoni, situata sulla sommitÓ del colle omonimo, antico feudo della famiglia Buondelmonti, custodisce una tavola, di scuola giottesca, raffigurante l'immagine della Vergine col Figlio.
   Altre opere del seicento e una Madonna col Bambino di Alessandro Allori, datata 1582, sono conservate nella chiesa dei Santi Stefano e Caterina a Pozzolatico. Questa localitÓ, dove risiedeva il popolo pi¨ numeroso dell'intero piviere, fu luogo di residenza di nobili famiglie fiorentine come gli Strozzi o, in particolare, i Ricci, signori locali e patroni della chiesa a partire dalla seconda metÓ del trecento. Ma non sono solo le chiese a testimoniare il rapporto tra religiositÓ e arte nel territorio imprunetino. Sono infatti numerose le targhe e i tabernacoli in cotto che testimoniano la nascita e lo sviluppo del culto mariano (ad esempio il ritrovamento della Madonna dell'Impruneta, terracotta del Zoomsecolo XVIII opera di Clemente Vatini ed oggi posta in via Paolieri) o che ripropongono episodi significativi della vita della Madonna come le terrecotte rappresentanti l'Annunciazione, collocate in via del Desco, a Bagnolo e a Quintole. Alcuni tabernacoli sono dedicati a santi cari alla devozione popolare: Ŕ il caso della terracotta del XVIII secolo situata nei pressi dell'antica chiesa di San Lorenzo alle Rose e della villa Torrigiani che raffigura San Michele Arcangelo, un santo particolarmente caro alla devozione popolare. In tal senso, un altro esempio Ŕ rappresentato anche dal tabernacolo di ampie dimensioni parzialmente dipinto, collocato a Monteoriolo all'incrocio fra via Sant'Isidoro e la via Imprunetana per Pozzolatico: la terracotta, raffigurante la Vergine con Santi e risalente agli inizi del XVIII secolo, riporta un albero che separa le due figure di santi, evidente simbolo della zona agricola. Segno della devozione popolare sono anche le figure dei due santi: il patrono degli agricoltori Sant'Isidoro e San Carlo Borromeo, protettore contro il contagio. La grande tradizione imprunetina della produzione del cotto Ŕ presente anche nelle decorazioni artistiche dei giardini di numerose ville signorili. Le due aquile in terracotta, di manifattura locale di fine settecento, collocate sui pilastri di ingresso della villa Le Sodera, una dimora signorile costruita nel XVI secolo dalla famiglia Papi ed ampliata dai baroni Ricasoli fra il '500 e il '600, sono chiaramente ispirate all'analogo esemplare del Giambologna conservato al Bargello di Firenze.
   E' a Mezzomonte negli ampi spazi aperti della villa Corsini, una villa appartenuta anche a Lorenzo de' Medici e una tra le pi¨ importanti del territorio imprunetino per la bellezza della struttura e degli ornamenti, vasi, statue e trofei in terracotta creano con naturalezza suggestivi effetti di coreografia di ambiente. Viaggiare alla ricerca dei luoghi storici di Impruneta e del suo territorio significa, del resto, prendere visione di quello che Ŕ stato definito un "giardino" fra le colline dove le bellezze artistiche si fondono con quelle naturali. La presenza di chiese ed oratori, i resti dei castelli medioevali, le numerose ville signorili, le tipiche case coloniche, danno vita ad un paesaggio che reca fortemente l'impronta dell'uomo: un territorio dove convivono e si fondono arte e natura.